CONSERVATIVA
 

Si tratta di trattamenti odontoiatrici finalizzati alla conservazione dei denti. Principalmente consistono nella cura delle carie mediante otturazione e/o ricostruzioni estetiche e, quando necessario, terapie canalari (devitalizzazioni). E’ facile intuire quanto siano preziosi questi trattamenti, poiché, se ben eseguiti, ridonano senza grandi spese salute ed estetica ai vostri denti. Nel nostro studio teniamo molto alle cure conservative e per questo utilizziamo le migliori  tecniche, impieghiamo i migliori materiali ma soprattutto vi dedichiamo il giusto tempo

Trattamenti odontoiatrici Napoli

PARODONTOLOGIA
La parodontologia è la scienza medica che studia le patologie che affliggono i tessuti di sostegno dei denti, ovvero l’osso, il legamento parodontale, il cemento radicolare e la gengiva. I segni più comuni di queste patologie sono il sanguinamento, la retrazione delle gengive, l’alitosi e il dondolamento dei denti. La più diffusa di queste malattie è più comunemente conosciuta come “piorrea” e porta lentamente alla caduta dei denti. Nel nostro studio sono a disposizione dei pazienti parodontopatici trattamenti molto efficaci in grado di fermare la progressione della malattia ed, in alcuni casi, di rigenerare i tessuti persi. 

 


 
ORTODONZIA
 

L’ortodonzia è la disciplina dell’odontoiatria che si occupa del corretto sviluppo delle ossa mascellari e dell’allineamento dei denti. Il trattamen-to ortodontico può essere di tipo mobile, fisso o una combinazione delle due tipologie.  La maggior parte dei pazienti che trattiamo sono bambini e ragazzi, ma è bene sapere che non esiste un limite di età per avere i denti ben allineati. Anche nell’adulto l’ortodonzia è uno strumento efficace per risolvere i problemi derivanti da una malocclusione: perdita di estetica, maggior frequenza di carie e problemi articolari della mandibola. Nel nostro studio utilizziamo sia tecniche ortodontiche tradizionali, le quali prevedono l’applicazione di attacchi metallici o ceramici sui denti, che tecniche di ultima generazione praticamente invisibili.


PEDONZIA

L'odontoiatria infantile, o pedodonzia, è un mondo a parte fatto soprattutto di prevenzione. Prima e durante la permuta dentaria, il periodo nel quale il bambino inizia a perdere i denti da latte, è importante intercettare eventuali patologie. In questo modo, con piccoli interventi si evitano problemi più gravi, si protegge la salute dei denti permanenti e si favorisce il corretto sviluppo di tutte le funzioni del cavo orale (fonazione, masticazione, deglutizione). Per i piccoli pazienti che invece hanno problemi odontoiatrici più seri, abbiamo metodiche di trattamento sicure in grado di curare anche i bambini più spaventati.

Trattamenti odontoiatrici Napoli

PROTESI

La protesi è la branca dell’Odontoiatria che si occupa di sostituire i denti perduti o di proteggere quelli molto compromessi. Si divide in due tipi: la protesi mobile e la protesi fissa.

1. Protesi mobile:
Con il termine "protesi mobile" si intendono tutte le protesi atte alla sostituzione di intere arcate o parti di essa. Sono definite mobili in quanto possono essere rimosse facilmente dal paziente durante l'arco della giornata. Protesi mobili sono la protesi totale, la protesi parziale e la protesi mista scheletrata.

2. Protesi parziale: La protesi parziale si ancora tramite ganci o attacchi di precisione ai denti rimanenti. Quando la protesi parziale ha una struttura di sostegno metallica viene definita protesi scheletrica o scheletrato e se mista con attacchi di precisione su elementi pilastro viene detta protesi combinata. Si può realizzare anche una protesi tipo scheletrato in resina acetalica o termopressata senza ganci in metallo. È anche realizzabile una protesi a base di nylon e quindi senza metallo e con caratteristiche di biocompatibilità e flessibilità.

3. Protesi totale: La protesi totale rientra tra i dispositivi afisiologici, in quanto i carichi masticatori vengono completamente scaricati sulla mucosa e sull'osso sottostante, perché denti residui o radici vengono a mancare (edentulia). Ha quindi il compito di ristabilire completamente le funzioni masticatorie. Nell'esecuzione di questa protesi bisogna rispettare il profilo del viso (profilo facciale). Essa è meglio definita "mobile totale" in quanto risulta essere un dispositivo che il paziente stesso può rimuovere e reinserire in qualsiasi momento della giornata. È un dispositivo atto a sostituire intere arcate ormai edentule, costituito da una struttura di sostegno in resina acrilica. I denti utilizzati sono denti del commercio sia in ceramica (poco utilizzati) che in resina acrilica o composita. Con i denti prodotti attualmente si ottengono ottimi risultati estetici: fondamentale è l'abilità dell'odontotecnico che, in particolare per i denti frontali, riesce a conferire alla protesi un aspetto naturale che ben si adatti al viso e alle espressioni del paziente. Se la sella edentula fosse poco rilevata o comunque per aumentare la ritenzione della protesi totale è possibile, se la quantità di osso residuo è sufficiente, ricorrere alla chirurgia implantare. In tal caso verrebbero inseriti nella cresta edentula degli impianti con funzione di ancoraggio (in genere per la tecnica overdentures con ritenzione sferica, nell'arcata inferiore vengono inseriti 2 impianti nella zona dei canini).

4. Protesi mista scheletrata: Si chiama protesi mista perchè utilizza una parte fissa ed una mobile, collegate tra di loro da attacchi maschio femmina a scomparsa. Dal punto di vista estetico è ottima perchè non si notano in bocca ganci siano essi bianchi o metallici.

5. Protesi fissa: La protesi fissa viene fissata agli elementi pilastro con la cementazione e non può essere rimossa dal paziente. In base alle funzioni si distinguono tre ti-pi di protesi fissa:
➤ Protesi fissa di ricostruzione:
ha il compito di ricostruire le parti anatomiche del dente asportato e preservarlo quindi dalla completa distruzione (es. corone, intarsi, perno moncone);
➤ Protesi fissa di sostituzione:
sostituisce completamente con elementi particolari i denti naturali (es. elementi intermedi di protesi a ponte);
➤ Protesi fissa di fissazione:
ha la proprietà di bloccare e distribuire correttamente le forze masticatorie (es. ferule di fissazione). Tali elementi se si ancorano sul dente o radice residuo vengono definiti corone, se poggiano sui denti adiacenti (opportunamente limati) con il fine di ripristinare denti mancanti sono detti ponti, e se sono applicati su impianti inseriti nell'osso sono definiti protesi su impianti. Sono definite protesi fissa anche le faccette, che consistono in gusci di ceramica da applicare sui denti anteriori per finalità estetiche o funzionali.

6. Corone:
Le corone sono protesi per denti singoli dei quali almeno la radice è conservata. Si ancorano o al dente opportunamente preparato (moncone) o, tramite perni endocanalari, alla radice. Le corone, come anche gli elementi di ponte, possono essere in metallo, metallo ceramica, ceramica integrale e corone ad alto risultato estetico/funzionale come zirconio ceramica o disilicato di litio.

7. Ponti:
Nei ponti l'elemento dentario estratto viene sostituito da una protesi che comprende anche gli elementi dentari adiacenti che vengono per questo ridotti a monconi e protesizzati anch'essi. L'elemento mancante assieme agli elementi pilastro (i monconi sui quali si appoggia) forma il ponte. Gli elementi pilastro devono avere un numero pari o superiore al numero delle radici pilastro degli elementi mancanti. Per travata si intende la parte di struttura destinata a sostenere l'elemento o gli elementi mancanti.

8. Protesi su impianti:
In questo caso la radice dell'elemento mancante viene sostituita da un impianto dentale solitamente in titanio o leghe biocompatibili e su questo viene cementato o avvitato l'elemento protesico. Con gli impianti è possibile sostituire denti singoli o realizzare ponti o strutture più estese (Ponti di Toronto, o similari) che possono sostituire tutti gli elementi dell'intera arcata dentaria.

9. Faccette:
Le faccette in porcellana sono sottili lamine in ceramica che vengono cementate sulla superficie visibile (detta vestibolare) dei denti anteriori. I denti che accolgono una faccetta sono leggermente limati per far spazio alla ceramica. Tuttavia, la loro preparazione è estremamente conservativa e deve essere mantenuta a livello della porzione più superficiale del dente, lo smalto. Lo smalto consente un’adesione ottimale delle faccette al dente.

 

FACCETTE LUMINEERS:
Lo Studio De Rosa è abilitato ad eseguire le faccette Lumineers.A differenza infatti delle tradizionali faccette, questa metodica non comprende nessuna riduzione di tessuto dentale nella maggior parte dei casi e quindi nessun tipo di anestesia. Una piccola finitura cosmetica entro lo smalto dei denti può essere richiesta in alcuni casi. Questo metodo elimina l’esigenza di anestesia, provvisoria; inoltre non si ha nessuna sensibilità post operatoria ed il procedimento e’ al 100% reversibile. Le Lumineers danno la possibilità per una soluzione permanente i tutti quei casi in cui l’individuo e’ insoddisfatto del proprio sorriso a causa di discolorazioni dei denti oppure e’ insoddisfatto della forma dei propri denti o li ha non ben allineati e non vuole andare incontro a lunghe e dolorose sedute dal proprio dentista ed essere sottoposto ad anestesie per nulla confortevoli. I sorrisi più belli si ottengono quando vengono trattati più denti. 8, 10 Lumineers danno come risultato un sorriso molto più estetico ed attraente. Le LUMINEERS® 2 brevettate sono la nuova generazione di Cerinate, ceramica feldespatica arricchita di nano cristalli di leucite. Grazie alla sua superiore resistenza pari a 216 MPa le LUMINEERS® 2 possono essere sottili come una lente a contatto, permettono il posizionamento senza la rimozione di struttura dentaria sensibile. Questa nuova tecnica poco invasiva sta avendo un grosso successo tra i pazienti dando nuova forma al sorriso. Le LUMINEERS® 2 sono indicate su diversi tipi di trattamenti come denti consumati, fratturati, con macchie di tetracicline, disallineamenti e tanti altri.

IMPLANTOLOGIA

Per implantologia (dentale) si intende quell'insieme di tecniche chirurgiche atte a riabilitare funzionalmente un paziente affetto da edentulismo totale o parziale mediante l'utilizzo di impianti dentali ovverosia dispositivi, metallici e non, inseriti chirurgicamente nell'osso mandibolare o mascellare, o sopra di esso ma sotto la gengiva, atti a loro volta a permettere la connessione di protesi, fisse o mobili, per la restituzione della funzione masticatoria. Tali impianti possono essere di diverse forme, inseriti in diverse sedi con tecniche differenti e poi connessi alle protesi con diverse tempistiche. Attualmente gli impianti sono quasi tutti realizzati in titanio. I più utilizzati sono quelli a vite di tipo endosseo, nella maggioranza dei casi lasciati sommersi sotto gengiva per un periodo congruo in base alla sede. L'implantologia endossea è al momento la più diffusa, ed utilizza impianti (corpo implantare propriamente detto) di forma cilindrica/conica più o meno filettati all'esterno e con connessione interna a varia conformazione per la parte emergente (moncone) e più raramente cilindri o coni privi di filettatura esterna ma con analoghi sistemi di connessione interna per il moncone, viti piene di un solo corpo (corpo implantare e moncone realizzati dal pieno e quindi senza alcuna connessione) lame ed aghi. Alla scuola svedese si deve la metodica di "osteointegrazione", sviluppata per primo da Per-Ingvar Branemark, basata sul carico differito e tesa a rendere più controllabile il successo dell'intervento implantologico: prevede l'utilizzo di impianti endossei a vite ed a connessione protesica, con carico differito, ovvero attesa 3-4 mesi in mandibola e 5-6 in mascella.